Quel che resta dell’internet.

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Si parla molto in questi giorni di un nuovo virus che colpisce le bacheche di Facebook.
La notizia è che questa volta sono a rischio anche gli smartphone.
La polizia, tramite la sua pagina Agente LISA, ha dichiarato di essere finalmente riuscita ad arginarlo.
In cosa consiste il virus?
Come succede il più delle volte quando si parla di click baiting senza parlare di Beppe Grillo, il virus visivamente appare come un link ad un video dai contenuti apparentemente pornografici. Probabilmente ve lo ha postato un vostro amico in bacheca, magari lo ha postato sulla sua e volete solamente dare un’occhiata. Quando cliccate sul link venite infettati.  La curiosità si paga. postando automaticamente il video a vostra volta sulla bacheca, in chat o sulle bacheche dei vostri amici, a seconda del tipo di virus.

Un problema facilmente risolvibile, comunque. Si sono scritte tante parole su come difendersi dal virus, io mi soffermerei sulla più importante:
usate il cervello.
Perché un vostro amico dovrebbe postarvi, o dovrebbe postare sul suo stesso profilo, un video dai contenuti pornografici? Per guadagnarsi un ban? ci sono modi più semplici per uscire da Facebook.
Se anche il vostro amico fosse un burlone a cui piace postare cose strane, al minimo dubbio chiedetegli in privato se il video in questione è stata una sua idea o se neanche lui ne è al corrente.
In questo modo farete anche sapere al vostro amico di essere infetto. Tra i rischi dichiarati dalla Polizia Postale, la possibilità di “carpire anche i dati sensibili”.

Comunque qui trovate una spiegazione dettagliata dei diversi tipi di virus.

C’è anche un altro problema che attanaglia il buon Facebook questo periodo, meno appariscente ma altrettanto grave. Un problema che spesso può coincidere con i virus di cui sopra, ma che altre volte può essere un vero e proprio furto d’identità.
Come è successo ad esempio a questo utente: dj leo

Difficile risalire all’origine del problema. Potrebbe essere un virus o potrebbe essere qualcuno che ha recuperato le vostre credenziali ed ha avuto accesso al vostro profilo solamente per invitare tutti i vostri amici in un determinato gruppo e poi sparire. Come sia possibile è stato spiegato su Tom’s Hardware già parecchi anni or sono.  Perché?
Spesso per pubblicità.
Mi è successo poco tempo fa di essere aggiunto al gruppoCONOSCERE BELLE RAGAZZE“, ma l’amico di Facebook che mi aveva aggiunto ha subito specificato che non era stato realmente lui, scusandosi con tutti i suoi contatti. Così sono andato a vedere cosa ci fosse dentro al gruppo. A parte le solite due-tre foto di donne discinte con indirizzi di siti di incontri in webcam trovo i post originali postati da tale “Antonello Naturale” che pubblicizza Guardalo, un sito per guadagnare attraverso i click ai video.

antonello naturale

Trovo scritto che “Guardalo è un prodotto Above Snc“, così scrivo all’azienda che mi risponde con aria seccata

Si, la ringraziamo per la segnalazione, e le comunichiamo che abbiamo un team dedicato a individuare i responsabili e a bannarli dai nostri circuiti. Purtroppo non possiamo essere presenti ovunque, ma cerchiamo di difenderci conle unghie da questo spam infinito di messaggio.

Cordiali Saluti
ABOVE
Beh, il team dedicato non è così efficiente, considerando che sono passati più di 20 giorni e il signor Naturale è ancora lì a spammare i suoi link. Il gruppo ha raggiunto i 65000 utenti, di cui la gran parte si chiede perché e come siano finiti lì.
Vi mostro una breve panoramica di ciò che resta di questi gruppi aperti per spammare:
conoscere belle ragazze 2
Un coacervo di tentativi di frode e click baiting. Rimasti impuniti.
Quel tale Antonello Naturale, nonostante le segnalazioni al profilo, è ancora lì su Facebook.
Il gruppo, nonostante le segnalazioni per spam, è ancora lì su Facebook. E chiunque abbia interessi a trovare uno sciagurato che clicchi al suo link malevolo continua a postare, con una platea di 65000 persone. Impuniti. Ragazzetti alle prime armi approfittano di questo continuo posting per trollare tutti, con scarsi risultati visto che i profili fake che postano spesso sono anche bot. Ma sono contento che le nuove generazioni crescano devastando i luoghi inutili.
Un articolo su Wired riporta le parole di Vint Cerf, secondo cui stiamo lasciando i nostri ricordi ad un mondo destinato a scomparire, portandosi dietro la nostra memoria: “Quando si pensa alla quantità di documenti presenti nelle nostre vite quotidiane e immagazzinati in forma digitale – ha sottolineato Cerf, inventore del protocollo TCP/IP insieme a Bob Kahn – come le e-mail, i tweet e tutto il web, è chiaro che potremmo perdere una grossa fetta della nostra storia. Non vogliamo che le nostre vite digitali scompaiano. Se vogliamo preservarle dobbiamo assicurarci che gli oggetti digitali che creiamo oggi siano ancora accessibili nel futuro.
Io inizierei prima a fare pulizia di questi ambienti virtuali. Costruirei Team dedicati, ma stavolta nel vero senso della parola, a far sì che questi mucchi di nulla digitali non continuino ad occupare spazio – seppur virtuale.
Continua Cerf su Wired:
Pensando a mille, tremila anni nel futuro, dobbiamo domandarci: come preserveremo tutti i bit di cui avremo bisogno per interpretare correttamente gli oggetti che abbiamo creato? Senza neanche rendercene conto, stiamo gettando tutti i nostri dati in quello che rischia di diventare una sorta di deserto digitale dell’informazione. Nei secoli a venire chi si farà delle domande su di noi incontrerà delle enormi difficoltà, dal momento in cui la maggior parte di ciò che ci lasceremo dietro potrebbe essere solo bit non interpretabili”.
Per fortuna, aggiungo io. Sapete la vergogna nello spiegare ai nostri discendenti che vivevamo in una società in cui l’economia era mossa dal click baiting, in cui lo spam esisteva, si moltiplicava e si diffondeva perché l’ignoranza e la stupidità media raggiungono livelli sempre maggiori? Vaglielo a spiegare che per l’utente medio è difficile discernere un link buono da uno malevolo.
Già mi vedo a parlare con mio nipote: “Eh caro mio, qui un tempo era tutto una bufala! Pensa che alla gente si infettava il pc e lo smartphone perché non riusciva a non cliccare sui link pedopornografici! Poi c’erano quelli che riempivano i gruppi di migliaia di persone per guadagnare 10€ facendo vedere un video d-i-v-e-r-t-e-n-t-i-s-s-i-m-o che avrebbero comunque trovato comodamente su YouTube!
Preferirei che trascrivessimo quelle poche centinaia di cose buone fatte sulla rete. E anche che facessimo stampare le foto migliori, tenere nastri dei video indimenticabili di questi 20 anni di internet. Nastri?! nel 2015?!?
Beh, se uno come Cerf non ha fiducia nel progresso tecnologico (anche se qui dice fondamentalmente il contrario, ma è anziano) e nei futuri metodi di archiviazione non vedo perché dovrei averne io.
Ma per tutto il resto… ben venga l’oblio!
Rate Tranelli

5 thoughts on “Quel che resta dell’internet.

  1. Bravissimo Tranelli, analisi impeccabile. Avrei una proposta provocatoria da avanzare; dici che la prima regola per difendersi da eventuali attacchi è USARE IL CERVELLO, se fossero esclusi dall’uso dei social network tutti coloro che dimostrano di non avere le capacità per rispettare tale regola? Secondo Lei sarebbe troppo discriminatorio? I modi per attuare tale politica ci sarebbero, basta escludere tutti gli under16, gli over 40 (queste sono le categorie più a rischio secondo me, per la scarsa padronanza del mezzo) e fare un semplice test d’intelligenza a chi vuole iscriversi… io non ci vedrei niente di male!!! E cmq anche lei (non tranelli, ma chi ne muove i fili) è infetto, mi manda dei messaggi privati su twitter circa alcune diete che ha fatto di discutibile provenienza.

  2. Gentile dottor Deodati,
    Speriamo che l’educazione delle nuove leve arrivi a non farci utilizzare questa sua proposta – che per quanto utile rischia di essere elitaria e ghettizzante. Purtroppo il test del Q.I. in italia mieterebbe vittime in percentuali imbarazzanti!
    Ps: controllo il twitter, che utilizzo di rado. Spero di non averLe creato troppi disagi.
    PPS: Fabrizio Corona Libero!

    1. Grazie mille per la risposta. Concordo con lei su tutto, soprattutto su Corona Libero, anche se gradirei rivedere prima i Due Marò. Cosa ne pensa del possibile arrivo del Carpi in Serie A?
      P.s. Con twitter nessun problema, sono abbastanza intelligente da non cliccare su link pornografici o dietetici inviati via messaggio privato.
      P.s.s. Continui così!!!

  3. L’altro giorno pensavo al cyberpunk, alle protesi meccaniche, agli schermi impiantati nelle retine e a tutto l’armamentario che la fantascienza anni ’80 ci ha regalato.
    Ho pensato che quando arriverà il 2020 sognato a Gibson e sodali sarà un luogo dove gli utenti si intasano di popup e virus proprio come fanno ora, solo che con le protesi ultratech a cui avranno accesso.

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