Sulle tracce degli spammer: la truffa dei prestiti su Facebook.

bait need new

Avete presente i post di spam su Facebook? Quei messaggi palesemente scritti con Google Translate, che offrono prestiti a tassi vantaggiosi?
Ho deciso di seguirne uno, trovato sulla bacheca dell’evento di Zerocalcare e Gipi a Roma per Libri Come, fingendomi una signora interessata all’acquisto del Parma Football Club.

zerocalcare gipi truffa

 

Oggi il post è stato rimosso, probabilmente è stato rimosso il profilo dell’utente per spam, ma che la proposta del signor Michel Bleriot fosse poco affidabile lo si capiva dalla qualità del post.
Per avere un ulteriore conferma bastava visitare il profilo, creato di recente e privo di contenuti diversi da prestiti e tassi d’interesse.

Sono quasi vent’anni che frequento l’internet, e quest tipo spam non riesce ad essere estirpato.
Ho provato a vedere cosa succede alle persone che contattano il signor Anke Pizarti chiedendo un prestito.
Cercherò di rendere il carteggio più snello possibile per agevolare la lettura.

anke pizarti 1

Per dare un po’ di pepe alla conversazione abbiamo pensato di chiedere la modica somma di 4 milioni di euro, chiedendo anche garanzie.
Per fortuna il signor Pizarti mi manda il suo biglietto da visita.
Che style.

anke pizarti 2Beh, con un biglietto da visita così professionale mi ha sicuramente convinto a prendere 420,000€ per poi restituirglieli dimostrando che posso coprire l’interesse.
Utile, specialmente quando gli hai chiesto 4 milioni di euro.
Gli chiedo di velocizzare la pratica, così da apparire molto interessato interessata all’offerta.
Del resto quei soldi mi servono per comprare il Parma FC, in quei giorni sull’orlo del fallimento (e probabilmente le garanzie portate dall’acquirente in quella trattativa sono simili a quelle del sig. Pizarti…ma questa è un’altra storia!).

anke pizarti 3

Il form da riempire è molto lungo, alla fine chiede iban e numero di conto, documenti d’identità. Dopo qualche domanda tecnica sulle voci del modulo da compilare, visto che alcuni campi risultano veramente incomprensibili in italiano, decido di mostrarmi diffidente. Vi sintetizzo in un’unica foto il resto del carteggio. La parte in grassetto è quella del signor Pizarti.

anke pizarti 4

Ed è questo il momento migliore. Andate di persona a vedere il sito che dovrebbe attestare l’affidabilità. Ma fatelo con AdBlock installato.
Una roba meravigliosa. Non si può cadere in una truffa del genere. Queste persone non devono aver speso neanche 10 minuti per la costruzione del sito – come per il biglietto da visita, del resto – ogni campo che clicchiamo ci si apre una nuova pagina pubblicitaria. In sintesi un contenitore di pubblicità ingannevoli.
Pensate che cliccando su “Administração” ci troviamo la foto di un simpatico signore attempato che, grazie alla ricerca per immagini di Google, scopriamo essere il politico francese Etienne Pinte. Sicuramente invischiato in questo giro di prestiti.

Mento al signor Pizarti dicendo di aver compilato il modulo sul sito, lui risponde che non gli è arrivato nulla. Decido allora di inviargli lo screenshot del form bianco, compilato con paint in sovrimpressione. Se vi piace tanto fare le cose come se fossimo nel 1998, mi adeguo.

 

 

Ovviamente il numero di telefono e di fax sono della sede centrale della Polizia Postale di Roma.
Probabilmente ha capito che non facessi sul serio dalle altre voci, ma mi piace fantasticare che gli sia saltato in mente di fare una telefonata e che gli abbia risposto un poliziotto dell’internetz.
Sempre se esistono realmente. 
Tentar non nuoce.

Comunque sia, non l’ha presa benissimo.
anke pizarti 5Beh, il modo migliore per riconoscerle e come difendersi da queste truffe lo potete trovare spiegato nel dettaglio in questo ottimo articolo di Giornalettismo.

Mi interessa però sollevare un’altra questione.
Se questi siti continuano ad esistere e moltiplicarsi, evidentemente più di qualche disperato cade nella trappola.
Come si può, nel 2015, cadere in una truffa fatta di Google Translate e siti gratuiti contenitori di ogni immondizia virtuale?
Quando inizieremo a capire che l’ignoranza virtuale è una piaga sociale?
Cosa stiamo pensando di fare per raggiungere un livello di consapevolezza del mezzo (attenzione, non stiamo parlando di capacità tecniche informatiche, ma di capacità di discernere tra vero e falso nel mondo virtuale)?
Sappiamo che l’era degli immigrati digitali è destinata a finire, ma quando decideremo di mettere fine all’era dell’ignoranza digitale?
Le nuove generazioni dovranno farsi le ossa da sole, cadendo nelle truffe informatiche in prima persona, o qualcuno insegnerà loro come muoversi sulla rete evitando il problema?
Del resto, perché mai il settore pubblico dovrebbe essere interessato ad aprire nuovi posti di lavoro, con la disoccupazione giovanile al 42,6%?
Adesso nelle scuole abbiamo le lavagne elettroniche che si connettono ad internet! E’ il 2015 baby, e qui siamo all’avanguardia!
Oramai quasi tutti i ragazzi vivono la loro vita intrecciata da infiniti fili alle potenzialità di internet, ma la scuola di fronte a questo problema fa finta di niente, si gira dall’altro lato.
Probabilmente quando saremo riusciti ad istruire alla vita virtuale la popolazione vedremo molti meno messaggi spam negli eventi Facebook.
Ma non sarà l’unico degli effetti positivi. Per fare un esempio, avremo meno bambini che cadono nelle mani di pedofili che girano con profili fake femminili decisamente poco credibili (e in quanto Marika ne so qualcosa di quanto sia difficile portare avanti un profilo femminile credibile).
Forse, quel giorno in cui avremo imparato a capire internet, ci eviteremo anche questo continuo scambio di insulti e torneremo ad un livello di dibattito costruttivo.
Magari capiremo che la rete è un luogo dove ragionare insieme, imparare e confrontarsi. E’ utopia, lo so, ma io sono fiero del mio sognare

 

 

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5 thoughts on “Sulle tracce degli spammer: la truffa dei prestiti su Facebook.

    1. dipende dal tipo di truffa.
      in alcuni casi ti chiedono tutti gli accessi (veramente assurdo che qualcuno glieli dia), in altri i tassi di interesse sono altissimi, infatti il tizio insisteva perché accettassi prima possibile una parte di prestito (come spiega l’articolo di giornalettismo)

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