Anonymous all’italiana. Cosa è andato storto?

IMOLA OGGI ANON

Anonymous all’italiana.
Mi sono chiesto più e più volte cosa pensassero gli Anonymous ufficiali dell’utilizzo che si fa in Italia del loro nome e dei loro simboli.

Gli anon per me sempre stati ciò che potevo ricavare dalle informazioni base su internet. Ad esempio:

anonimous1

Ho sempre immaginato quale fosse l’indirizzo politico degli anon, perché altrimenti mai avrebbero scelto la maschera simbolo dell’anarchia. Li ho sempre ammirati, soprattutto da piccolo, come una specie di eroi postmoderni. Ma in fondo basta scorrere il blog ufficiale di Anonymous Italia per capirlo. L’hashtag #antifa parla da sé.

tango down antifa

 

Quando vidi per la prima volta il film di V per Vendetta, una decina d’anni fa, ero ancora un ragazzino che si avviava a finire il liceo. Pensai che finalmente era arrivata una storia così prepotentemente antifascista, anti-dittatoriale, profondamente anarchica e allo stesso tempo mainstream, capace di farsi ammirare dal grande pubblico – soprattutto dai ragazzi della mia età che senza un background familiare radical chic proprio non avevano testa di stare appresso alle menate pasoliniane o alle proposte di nicchia che arrivavano dai movimenti di sinistra dell’epoca.
Quando scoprii Alan Moore, qualche anno dopo, leggendo il fumetto di V per Vendetta rimasi veramente affascinato dalla carica anarchica ancora più spiccata, creata da una struttura narrativa quasi impossibile da riprodurre sul grande schermo.
Negli anni successivi la maschera di Guy Fawkes iniziava a diffondersi su internet, dopo essere diventata il simbolo di Anonymous.
Era quindi già arrivata in Italia da tempo come simbolo di anarchia e lotta al potere, quando è arrivata la massificazione di internet con i social network.
Ma come è stato possibile che questo simbolo diventasse un simbolo molto più usato a destra che a sinistra?
Il popolo del web2.0  ha preso il simbolo della rivolta al potere dittatoriale e lo ha riprodotto in massa, ne ha abusato, l’ha travisato e infine svuotato completamente di significato. Quotidianamente, in una miriade di posti diversi su internet.
E’ vero, anche nel resto del mondo la maschera di V è declinata e rimescolata nelle maniere più variopinte – come vi sa spiegare alla perfezione la pagina I migliori V della nostra vita, ad oggi uno dei motivi migliori per avere un account Facebook e che, come tutte le cose belle, conta 130 like scarsi.
Ma non sono le derive artistiche a lasciarmi perplesso. E’ il significato.

Che vuol dire svuotata completamente di significato?
Per esempio questo: alemanno v per vendetta

 

Coniugatemi il concetto di anarchia consapevole con la giunta Alemanno e mi iscrivo a CasaPoundItalia.

Ma quello dello spot di Alemanno è solo un esempio, potremmo citare migliaia di paginette Facebook complottiste in cui tra una maschera di V e l’altra si fanno continui riferimenti al fatto che Hitler in realtà lottava per il bene e che in fondo quando c’era Mussolini si stava meglio perché a questi politici non gli avrebbe permesso di *inserire molteplici azioni*.

Lo scorso anno passai per Venezia nei giorni del fervore indipendentista veneto e mi stupii di quante maschere di V, anche dipinte in patriottico stile, fossero in vendita in giro per la città. A capo della rivolta c’era, guardacaso, il leader del Movimento 9 dicembre di Verona.
Del resto se c’è qualcuno che in Italia ha mercificato e riprodotto erroneamente la maschera di V sono proprio i cosiddetti Forconi, sempre pronti a proclami tipo “dimissioni e tutti a casa”, “bruceremo il parlamento”, “la democrazia è una dittatura sionista” e altri discorsi simili mischiati con un po’ di nostalgia del ventennio che fu.

Ora, se vuoi ispirarti a Guy Fawkes perché quel che ti interessa è bruciare il parlamento, forse dovresti andare in giro con una maschera così:

La maschera di V, quella nata dalla magica matita di David Lloyd, vuole dire tutt’altro.
Probabilmente, nel mondo dei complotti dove scienza e cultura sono viste come il demonio e lo studioso come un servo di Satana, nessuno avrà lo slancio intellettuale di aprire il fumetto, sfogliarlo, capirlo. Sarebbe già un bel passo avanti se il 20% di loro comprendesse il film.
Ma Sutler/Susan (film/fumetto) era un dittatore di stampo fascista e nonostante le stanche capriole in cui si prodigano da destra per riabilitarsi e appropriarsi di simboli, V era questo che combatteva:
Mi chiamo Adam Susan. Sono il Leader. Il capo dei dispersi, il signore delle rovine. Sono un uomo come tanti. Conduco il paese che amo fuori dalla palude del ventesimo secolo. Credo nella sopravvivenza, nel destino della razza nordica, nel fascismo. Oh, sì, sono fascista. E allora? Fascismo… nient’altro che una parola il cui significato si è perso nelle chiacchiere degli imbelli e dei traditori. Furono i romani a inventare il fascismo. Il suo simbolo era un fascio di ramoscelli. Si può anche rompere un ramoscello, ma il fascio rimane fascismo… la forza dell’unità. Credo nella forza, credo nell’unità. E se la forza e l’unità di intenti richiedono un’uniformità di parola, pensiero e azione, così sia. Non voglio sentir parlare di libertà, di diritti individuali. Sono un lusso, e non mi piace il lusso. La guerra ha posto fine al lusso. La guerra ha posto fine alla libertà. La sola libertà che resta al mio popolo è quella di essere affamato, di morire, di vivere in un mondo di caos. Devo concedergli questa libertà? Credo di no. Credo di no. Mi riservo forse la libertà che nego agli altri? No. Non sono che un servo, chiuso in gabbia. Io, che sono padrone di tutto ciò che vedo. Vedo desolazione. Vedo polvere. Possiedo tutto. Possiedo pochissimo. Non sono amato, lo so. Non ho mai conosciuto il dolce sussurro di un’amante, né la pace che si trova tra le cosce di una donna. Però sono rispettato. Sono temuto. E questo basta. Perché amo senza essere amato. il mio amore è ben più profondo delle fugaci convulsioni dell’accoppiamento animalesco.”

E non lo faceva con l’ignoranza. Lo faceva con la forza della ragione.
Che è tutto ciò che queste persone disprezzano maggiormente.
Con la forza della verità, da vivo, ho conquistato l’universo.

Ho trovato su uno dei pochi gruppi FB che ancora valga la pena di frequentare questo estratto dalla cache di Google dalla pagina di Anonymous News a gennaio.
Bene, benissimo.
Ma troppo tardi Anon.
Quelli come me ormai sono disillusi.
Quando vedono quella maschera la associano a beceri personaggi che portano avanti discriminazione e menzogne.
Provano un misto tra grottesco divertimento e schifo.
Vi siete fatti rubare le vostre armi più potenti.
Nome e simbolo.

namaste anon

 

 

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