Cambio la tua morte per un click.

katherine chappell

Della morte sui social network ne avevamo già parlato tempo fa in questo post dal titolo “Social e Thanatos”.
Oggi vorrei parlare dei morti sui social guardandola in chiave mediatica.

Sappiamo bene che i quotidiani, nel 2015, tirano avanti grazie al traffico sul sito.
Sappiamo anche che i quotidiani arrivano a postare “notizie”, spesso difficilmente definibili tali, solamente perché sono catchy, cioè attirano l’attenzione e stimolano la curiosità dell’utente.
Ci sono poi delle vie di mezzo, delle notizie relativamente importanti e curiose allo stesso tempo.
E’ il caso di Katherine Chappell, editor di Game of Thrones, morta sbranata da un leone il primo giugno, durante un safari al Lion Park di Johannesburg.

Su alcuni giornali, italiani ed esteri, la notizia è stata pubblicata mercoledì 3 giugno.

Altri invece hanno deciso di aspettare il giorno di uscita del penultimo episodio.
In Italia è stata la scelta presa dalla gran parte dei quotidiani.

Il Fatto Quotidiano ha dato la notizia l’8 giugno. Che è proprio il giorno di uscita dell’episodio, il giorno nel quale i fan si svegliano con l’idea che al primo momento libero finalmente scopriranno cosa succede.

fulvia leopardi

{Fa ridere solo me il fatto che l’articolo sia scritto da una Leopardi?}

 Il Messaggero invece ha postato l’articolo domenica 7, il giorno di uscita negli Stati Uniti, mentre il Corriere della Sera che aveva postato la notizia già il 2 giugno, il 9 (9 giorni dopo la morte, una settimana dopo la pubblicazione) si accorge che – guarda un po’ te – la morta sbranata era proprio un editor di G.O.T.!

corriere khaterine chappell

 

Non so bene cosa dica l’etica giornalistica sul piazzare scientificamente notizie in base al trend del momento sui social network, ma credo che ci sia una bella differenza tra il postare gattini che giocano con le mosche quando i numeri del sito sono bassi e il rinviare la notizia di una ragazza sbranata da un leone cercando di spremere più click possibili.

Questo di Katherine Chappell è solamente un esempio del posizionamento strategico delle notizie sui social media al quale siamo esposti ogni giorno. La sola arma di difesa che abbiamo noi semplici utenti contro un sistema mediatico del genere è l’attenzione e il ragionamento nell’approccio alla notizia.
Qualunque essa sia.

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