Agente LISA, dove sei?

bait force

Qualche giorno prima di Capodanno il Corriere del Veneto (sezione locale del Corriere della Sera) riportava la notizia di due utenti Facebook convocati in questura per spiegare ufficialmente che la pagina Facebook intitolata «Capodanno alternativo all’autogrill di Rovigo», che finora ha raccolto oltre 12.000 adesioni in pochi giorni da tutta Italia, era solo un’iniziativa goliardica.

L’evento, che l’articolista del Corriere del Veneto chiama Pagina dimostrando grandissima padronanza di linguaggio, è stato modificato dopo che “dal dirigente delle Volanti della Questura di Rovigo Michele Fioretto” è arrivato l’invito a tutti «a non recarsi in massa all’autogrill Adige Est la sera del 31 pensando che ci sia una festa organizzata perché così non è, e non potrebbe mai esserci un’autorizzazione di questo tipo perché metterebbe solo in pericolo la circolazione autostradale e delle stesse persone intervenute»“. Così i due amministratori hanno lasciato l’evento online, ma ne hanno modificato l’intestazione.

 

capodanno rovigo

 

Pensando ai contenuti nei quali ci si imbatte quotidianamente sui social network, sembra un po’ strano che due persone vengano convocate in questura per spiegare che stavano scherzando. Evidentemente per la Polizia di Stato possono creare più problemi qualche migliaio di persone in un autogrill la notte di capodanno che vagonate di bufale propinate su siti discutibili o blog di successo che raggiungono livelli virali incredibili entrando nell’immaginario collettivo. A tal proposito, consiglio questo articolo di Arianna Ciccone su Valigia Blu.
Certo, bufale di ogni tipo che interessano la salute, la politica, l’andamento del Paese, non hanno un effetto tangibile sulla vita dei cittadini come il traffico autostradale. Ma lo hanno sulla vita del Paese, sulla comunità che dovremmo essere noi cittadini.

Una polizia attenta sui social network potrebbe almeno stroncare sul nascere bufale e truffe.
Ma come si può essere attenti sui social network senza le segnalazioni degli utenti?

Eppure non è possibile segnalare inviando uno screenshot, nemmeno alla pagina social Agente LISA, che si occupa di SOCIAL MEDIA POLICY e riporta tra le finalità della pagina:
“La Polizia di Stato utilizza Internet e i social network per informare, comunicare e ricevere informazioni“, trovate qui tutta l’informativa.
La pagina della Polizia Postale presenta ancora meno informazioni e possibilità di interazione..   

Vediamo un esempio pratico.
Qualche giorno fa, mentre ero all’estero per le festività natalizie,  un certo Fabio aggiunge agli amici me ed altri miei contatti, e ci invita a diventare fan della sua pagina (in foto, io e Fabio grazie ai dettagli amicizia di Facebook): tu e fabio

Fabio mi invita subito a cliccare mi piace alla pagina Matches Fixed Italy 100%,  che si presenta così:

Italy fixed

Partite realmente truccate, i cui risultati vengono venduti a 50€ l’uno per messaggio privato.
Considerando che non ho 50€ da spendere nel tentativo di capire se è una truffa o è un vero giro di calcio-scommesse, provo ad inviare lo screenshot ad una delle pagine sopracitate che mi sembrano le più adatte a svolgere il controllo. Basterebbe segnalare con un click, perdendoci meno di un minuto, e la palla passerebbe a loro nel capire come intervenire.

Se fosse stato possibile muoversi in questo modo, io avrei fatto il mio dovere di cittadino e chi di dovere sarebbe potuto essere messo al corrente di una eventuale truffa.

 

La pagina, infatti, ha pochissimi fan e tra i like ai post ci sono sempre gli stessi tre profili – compreso il Fabio di cui sopra – facilmente riconducibili quindi ai pochi admin o ai profili falsi dello stesso admin. Non un cerchio enorme da chiudere per capire chi si muova dietro questa pagina: sono sempre gli stessi profili che si occupano anche di inserire commenti molto positivi sotto alle foto che ritraggono schedine vincenti. Come si dice: se la cantano e se la suonano, ma alla fine è una cosa che fa qualsiasi social media manager/editor del mondo, per far salire l’engagement e l’opinione degli altri utenti mentre cerca di sviluppare la sua pagina.

fabio e roma fixed

Contatto la pagina con il nostro amico Lucio, mi faccio spiegare come funziona, loro cambiano nome alla pagina in continuazione, ma quando ti mostri interessato diventano sempre più insistenti (continuano a contattare Lucio anche ora, mentre sto scrivendo questo post)

lucio Italy fixed

 

Il nome della pagina cambia di continuo, per fortuna sul profilo del buon Fabio il post pubblicitario resta lo stesso mentre cambia il nome del contenuto condiviso e posso aggiornarmi sul nome della pagina costantemente.
Sembra proprio una truffa, eppure alcuni risultati coincidono.

betting wizard

 

Certo, magari hanno retrodatato il post oppure ne hanno modificato l’orario. Ma ho fatto due prove con i post di Tranelli e vicino al planisfero che rappresenta la privacy pubblica ci dovrebbe essere un orologio, o una parte di testo che indica che il post è retrodatato .

 

Nella foto sottostante i due post visualizzati da profilo NON admin della pagina: il primo riporta cosa succede con l’opzione “modifica orario” (dalle 14.25 alle 12.20), il secondo mostra un post retrodatato. Nessuno dei due coincide con il post dei risultati esatti di Betting Wizard.

prove retrodata

 

Il post potrebbe essere stato semplicemente modificato, visto che non appare nessuna opzione che certifichi una modifica sui post delle pagine (come appare invece per post e commenti degli utenti, con possibilità di vedere la cronologia delle modifiche), mentre resta il simbolo dell’orologio.

prova retrodata

Maghi della truffa su Facebook o veramente a conoscenza dei risultati finali delle partite?

Un legittimo dubbio che non sarebbe impossibile da risolvere con i mezzi dei quali dovrebbero godere le forze dell’ordine.
Basterebbe assumere qualcuno che abbia la mansione di valutare eventuali segnalazioni, qualcuno che vive i social, ne capisce funzionamenti e dinamiche ed è ricettivo alle segnalazioni di altri utenti.

Prevenire che qualche cittadino, facendosi intrigare dai facili guadagni, regali i suoi soldi a queste persone non sarebbe molto difficile (senza prendere in considerazione la poco credibile ipotesi di un giro di calcio-scommesse internazionale), considerando il fatto che si potrebbero avere delle confessioni scritte di reato con una facilità disarmante e pochi minuti di impegno. Non serve neanche un profilo fake, per intenderci.

tu e fabio 2

 

La cosa assurda è che sulle pagine social vengo invitato a chiamare 112 o 113 o a recarmi in commissariato. Se esiste una pagina ricettiva alle segnalazioni online, non è pubblicizzata nelle pagine in cui uno la cerca. Non so come funziona a Rovigo, ma qui a Roma fare una denuncia in commissariato ti fa perdere più di qualche ora ed inoltre non è possibile se si è all’estero. Però mi piace immaginare la scena:

Salve agente, quando avete finito di stabilire la goliardia del finto capodanno all’autogrill fate il pieno di ironia, che vi vorrei raccontare di una truffa che ho trovato su Facebook. Siccome la batteria del mio s3 è poco affidabile, le ho stampato questi screenshot.

 

 

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One thought on “Agente LISA, dove sei?

  1. Eheh ma tutti tu li trovi!
    Cmq si è scandaloso che le FdO non abbiano una divisione social considerando le migliaia di truffe che ogni giorno passano su FB e consimili (questa che mostri tu è pessima e circoscritta ma se penso ai vari Rayban!11! è un giro decisamente più sostenuto).
    Da questo pdv FB è meglio con il il suo tastino “segnala”, dovrebbero aggiungere “segnala truffa”.

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