Contro gli Inquisitori.

aww-sweet-a-troll-thread

Pochi giorni fa ho scritto un articolo riguardante un tale “Cacciatore di troll” e della definizione di troll che abbiamo in Italia, elencandone tutti i più strani usi che ne vengono fatti.

Come al solito ho pubblicizzato l’articolo sul mio profilo Twitter, con questo post

twitter-primo-post

Niente di diverso da quello che ho fatto per tutti i post precedenti: tag dei partecipanti + link al post, senza troppe parole.

Tutti, tranne Cacciatore, hanno retwittato. Quest’ultimo ha invece oscurato il suo profilo Twitter, creando un profilo falso ( @ferfou888) in cui insultava me e gli altri utenti taggati. Purtroppo mi sono perso la querelle, poiché ha subito cancellato/oscurato anche questo profilo, portandosi nell’oscurità i suoi tweet. Vedete che succedere ad abbandonare internet per un’oretta?!
CONTINUA A LEGGERE TRANELLI

Rate Tranelli

A caccia di Cacciatori (di Troll – su Twitter).

howtotroll

Da qualche tempo seguo l’account “Cacciatore di Troll” su Twitter.

Ho letto su Corriere.it che un troll hunter prende 10/12 sterline l’ora.

Mi interessava perciò capire il lavoro di questo personaggio, che ho scoperto essere anche l’admin della pagina Facebook “La coerenza del PD“, nonché del blog “Grillo d’assalto“.

I post, soprattutto quelli sul blog che raggiungiamo grazie ai suoi tweet, sono sempre un po’ confusionari.
La denuncia ai troll è spesso orientata verso personaggi piuttosto noti come Valerio Mastrandrea, Diego Bianchi, Johnny Palomba ed altri.

Ora, non avendo la pretesa di capire cosa spinga a definire troll questi personaggi ho lasciato andare per mesi. Poi qualche giorno fa il Cacciatore di Troll posta il nome di una signora che, a vederne il profilo, non sembra nient’altro che una normale elettrice del m5s. Una cittadina, se a loro piace di più.

segnalo-troll-tonelli-lisa
CONTINUA A LEGGERE TRANELLI

Rate Tranelli

Viaggio ai confini del complotto.

complotto

Uno dei maggiori trend dell’utente social italiano (ma non solo) è quello del complottismo.
Gruppi e pagine crescono e fioriscono quasi quotidianamente. Alcune di queste stanno diventando dei veri e propri punti di riferimento per la comunità di utenti dediti alla “conoscenza alternativa”.

Per fare un piccolo sunto delle caratteristiche portanti delle teorie del complotto, utilizzerò degli appunti raccolti in un seminario sugli anni di piombo e la storia del terrorismo italiano (ai quali le teorie del complotto contemporanee ancora si collegano) del professor Nanni Ceci.

Le teorie del complotto sono contraddistinte da:

  • Una concezione ottimistica della conoscenza e della conseguente certezza di poter conoscere la verità assoluta.
  • Un desiderio straordinario di smascherare le forze oscure che agiscono dietro la “scena politica” e di svelare i poteri invisibili e le realtà nascoste, gli unici poteri e realtà che davvero contano.
  • La volontà di andare oltre quella che viene concepita come realtà ufficiale, come storiografia istituzionale ufficiale o tradizionale.
  • La propensione ad assumere lo schema retorico del pamphlet, volto a dimostrare la realtà intrinseca di una tesi come verità fattuale ed oggettiva, una verità distillata da un tessuto di prove e di reali o presunte verità giudiziarie.
  • La tendenza a giustificare l’assenza di prove di un complotto come la prova migliore dell’esistenza del complotto stesso.

Questo è quello che andremo a verificare passo passo in questo viaggio ai confini del complotto.
INIZIA IL VIAGGIO

Rate Tranelli

Account anonimi che cercano di vendere like finti ad utenti fake per promuovere libri inesistenti.

essere laziali oggi

Esistono storie che non esistono, diceva qualche anno fa Maccio Capatonda.

Questa storia invece esiste, ma tutti i suoi elementi sono fittizi.

Qualche tempo avevo creato una pagina che annunciava l’uscita del libro di Lucio Zuffianò – il fake fascista ex-ultras della Lazio – “Essere laziali oggi“. Nella pagina c’è anche un estratto del libro che racconta di quando Lucio andò allo stadio il 14 maggio 2000, e il racconto di come visse lo scudetto laziale.
Un’esperienza non vissuta. Completamente inventata.

Dopo aver creato la pagina ho invitato tutti gli amici degli altri miei fake, compresi quelli di Marika.

Uno di questi, un account che promuove eventi in discoteca (ma come!? non era impossibile questo? Facebook non era una comunità di persone reali per cui Tranelli non poteva avere un nome falso, e Asterisco Correttivo non poteva esistere?!) contatta direttamente la pagina attraverso un messaggio privato proponendo di accrescere in 24 ore il numero dei “mi piace” per far apparire la pagina più allettante. CONTINUA A LEGGERE TRANELLI

Rate Tranelli

L’importanza di chiamarsi Ernesto, Tranelli, Asterisco Correttivo o chi per loro.

asterisco

Poco tempo fa avevo scritto dell’assurdo cambiamento delle segnalazioni per cui si poteva segnalare un contenuto che riteniamo sciocco e tenta di essere divertente in modo eccessivo.
Non era l’unica funzione di segnalazione ad essere stata cambiata, e per Tranelli se ne iniziano a vedere gli effetti.
Dopo quasi due anni sulla cresta dell’onda (e un solo ban definitivo) il profilo “Tranelli Harlock” è stato obbligato a cambiare nome perché quello non era un nome reale – pena l’impossibilità di utilizzare il social network –  diventando quindi Carlo Tranelli.
Tranelli era un profilo che aveva abbandonato ogni tipo di attività pubblica per questioni affettive e la scarsa voglia di un ennesimo ban. Purtroppo ieri, leggendo certi commenti al Corriere della Sera, è stato impossibile farlo tacere.

corriere-della-sera-giovanni-gallo CONTINUA A LEGGERE TRANELLI

Rate Tranelli

Fare una mass action da soli (e spuntarla anche).

ikea armadio

Una mass-action, in sociologia, si riferisce a quelle situazioni in cui una moltitudine di cittadini si comportano in maniera simile, ma senza un coordinamento superiore, semplicemente per scelta individuale.

L’esempio riportato da Wikipedia è quello di Weber, secondo cui il capitalismo è nato quando l’etica protestante ha influenzato un gran numero di persone spingendole ad aprirsi le proprie imprese, allacciare commerci e ricercare benessere e ricchezza attraverso questi.

L’azione di massa come movimento spontaneo che produce effetti sociali.

Nel mondo completamente artefatto di internet, con un po’ di pazienza, è facile mettere su una mass action da soli.
Si, lo so che è una contraddizioni in termini, ma quando si dispone di molteplici profili la contraddizione svanisce.

Vediamo un esempio di class action contro una grossa azienda multinazionale.

CONTINUA A LEGGERE TRANELLI

Rate Tranelli

L’inutilità del ban delle pagine Facebook come strumento definitivo (o di come a questo giro mi ritrovo la Polizia sull’uscio di casa)

Il ban è quello strumento utilizzato dagli amministratori di un ambiente virtuale per vietare l’accesso o l’interazione con gli altri membri ad un determinato utente tramite il suo username, IP o indirizzo email.
In questo post in realtà facciamo riferimento alla funzione “Blocca” utilizzata dagli amministratori delle pagine Facebook, quindi non un vero e proprio ban, ma così viene correntemente chiamato nel linguaggio social.
Il blocco di un utente da una pagina permette ad un amministratore di eliminare il troll o disturbatore di turno con un facile click.
E’ sicuramente una di quelle funzioni che aiuta a tenere le redini della discussione, ma che allo stesso tempo permette di stroncare le discussioni sul nascere.
Se l’amministratore gestisce con dedizione la pagina questo strumento può essere spietato e ingannevole.
Durante la vostra esperienza social vi sarete ritrovati sicuramente a leggere link, post, commenti a foto in cui ritenete esserci solamente un mucchio di inesattezze e nessuna voce contraria. Una specie di pulizia dispotica dell’opinione pubblica.
E’ una di quelle cose che non mi è mai andata a genio.
Ho iniziato ad approfondire i miei studi sui social network un giorno in cui stavo discutendo riguardo ai cosiddetti taggaroli su Roma fa schifo, e avendo posizioni diametralmente opposte a quelle degli admin mi è stato impedito di continuare a discuterne.
Ma non stavo insultando nessuno.
Non stavo prendendo in giro nessuno.
Perché non posso parlare? perché dovrei rimanere tranquillo pensando che un determinato gruppo di persone elimina le voci fuori dal coro e continua a darsi ragione a vicenda?
Nacque così il secondo profilo, dapprima con nome e cognome invertiti rispetto al precedente poi storpiati in Tranelli Harlock per convenienza.
Creandomi un secondo account con lo stesso nome volevo far capire che ero sempre io, che non bastava un ban (o blocco) a farmi stare zitto, perché in 15 anni di internet so bene cosa non si deve fare, e in quel momento non avevo violato nessuna regola.
Quindi il blocco può diventare una funzione dispotica e censoria che, almeno secondo la mia esperienza, ha sempre scatenato un certo impulso incontrollato al trolling.
Trolling che, in questo caso, non ha veramente nulla a che fare con quella mostruosità virtuale che i giornali dipingono quotidianamente.

CONTINUA A LEGGERE TRANELLI

Rate Tranelli